
Igor Bacovich: “Vi racconto come ho smesso di danzare per amore. E poi sono tornato, per davvero”
Maggio 22, 2025C’è una danza che nasce dal bisogno di perfezione, e una danza che nasce dal bisogno di verità.
Rebecca Storani ha scelto la seconda: quella che non nega le emozioni, che accoglie il pianto come
il sorriso, che si costruisce nella libertà e nell’empatia. Insegnante, coreografa e ballerina, ha
trasformato la sua esperienza – fatta di successi, rigore e anche ferite – in una visione pedagogica forte e gentile. A Bobbio, quest’estate, porterà proprio questa forza luminosa.
La danza come scelta d’amore
“Ricordo perfettamente la prima volta che sono entrata in sala. Avevo tre anni. C’era qualcosa di
magico, di inspiegabile. Ho capito subito che lì mi sentivo a casa.” Così comincia il racconto di
Rebecca Storani, e subito si percepisce quanto profonda sia la radice del suo legame con la danza.
Il percorso la conduce presto all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, dove viene inserita in un
corso avanzato rispetto alla sua età. “All’inizio era un gioco, ma durante un colloquio la
professoressa disse che ero ancora immatura. Quelle parole mi hanno acceso dentro. Da lì ho
capito che volevo studiare davvero, impegnarmi ogni giorno per crescere.”
Un impegno che la porta, inaspettatamente, al suo primo contratto professionale durante un
concorso. “Non era un’audizione, non avevo aspettative. Il direttore di una compagnia mi ha vista e
mi ha proposto subito un contratto. È stato come un segno.”
Ma se c’è qualcosa che Rebecca non smette mai di valorizzare, sono i corsi estivi: “È lì che esci
dagli schemi, che incontri altri insegnanti, che ti confronti con stili e metodi diversi. I miei allievi
lo sanno: devono viaggiare, scoprire, non fermarsi mai a una sola voce.”

Un’insegnante con l’anima rivoluzionaria
Rebecca ha attraversato anche momenti duri, come l’anno alla scuola dell’Hamburg Ballet.
“Insegnamenti duri, parole taglienti, oggetti lanciati… oggi sarebbero inaccettabili. Ma allora
erano la norma.” Esperienze che hanno segnato profondamente il suo modo di insegnare: “So cosa
può fare male per tutta la vita. La danza deve nutrire, non logorare.”
Nelle sue lezioni non c’è spazio per la violenza verbale o il perfezionismo tossico. C’è piuttosto
un’educazione gentile, fatta di ascolto e squadra. Lo dimostra uno degli episodi che Rebecca
racconta con più emozione.
Una delle sue allieve, arrivata a corso iniziato, era rimasta fuori da una coreografia. Non per
mancanza di impegno, ma perché il pezzo era stato pensato prima del suo ingresso e richiedeva un
numero chiuso di interpreti. “Le ho detto: tu impara comunque. È importante, anche solo per la tua
crescita. E magari un giorno, se servirà, entrerai.”
Quel giorno è arrivato, durante una lezione, qualcosa è cambiato: le compagne, spontaneamente, le
hanno fatto spazio, cedendole il posto. “E lì mi sono emozionata fino alle lacrime. Perché stavano capendo davvero. Non si trattava più di
tecnica o ruoli, ma di rispetto, di empatia. Di diventare persone migliori, prima ancora che
ballerine.”
Coltivare la voce interiore, non solo la tecnica
Un’altra convinzione forte di Rebecca riguarda l’espressione artistica individuale. “Si parla sempre
tanto di tecnica, di rigore, di passi eseguiti con precisione. Ma per me, il cuore della danza è la
voce che ognuno riesce a tirar fuori dal proprio corpo.”
E non si tratta di aspettare il momento del saggio o della coreografia finale. “Già durante le lezioni
quotidiane, cerco di accendere questa scintilla. Ma non voglio forzare nulla. A volte l’urgenza di
esprimersi viene subito, altre volte arriva più tardi. Ed è giusto così.”
La chiave, per lei, è l’ascolto: “Dico spesso ai ragazzi: raccontatemi cosa sentite. Non abbiate
paura di trasformare un gesto, se nasce da una verità interna. La danza non è solo eseguire, è
soprattutto comunicare.”
Anche nei pezzi più strutturati, cerca spazi per far emergere l’anima di ciascuno. “Una volta, in un
balletto ispirato a Picasso, interpretavo la moglie dell’artista. La sua storia reale era tragica,
remissiva. Ma in una scena, io sentivo dentro qualcosa di diverso: un fuoco, una forza. Il
coreografo mi ha lasciato la libertà di danzare quel momento come lo sentivo. È stato rivelatore.”
Da lì ha compreso quanto sia importante, anche da insegnante o coreografa, saper fare un passo
indietro. “Guidare, sì. Ma anche lasciare spazio. Perché se l’arte entra davvero in chi danza, allora
si vede. E arriva al cuore di chi guarda.”

Bobbio: energia pura e opportunità vere
Rebecca avrebbe dovuto essere a Bobbio già l’anno scorso, ma alcuni impegni glielo hanno
impedito. “Quando Dora mi ha ricontattata, non ci ho pensato due volte. La stimo da sempre. E
l’idea di un corso con orchestra dal vivo, con docenti e allievi internazionali, è qualcosa di raro in
Italia.”
Del Bobbio Summer Ballet Intensive apprezza tutto: la qualità dell’insegnamento, la varietà delle
discipline, il passo a due incluso nel programma, le sistemazioni che favoriscono la socialità tra
ragazzi. “È un’occasione unica per crescere. Non solo tecnicamente: umanamente.”
E cosa si aspetta da questa esperienza? “In realtà non amo avere aspettative. Preferisco vivere ogni
giorno con apertura. Ma sento già una bella energia, un’organizzazione curata, un’umanità
sincera. E questo è tutto quello che serve.”
Una vita oltre la sala
Fuori dalla danza, Rebecca non si ferma. Dipinge, studia onicotecnica, balla caraibico e si è
avvicinata alla danza aerea, vincendo una gara dopo appena un mese di allenamento. “Finché mi fa
stare bene, vado avanti.”
E se potesse danzare ovunque nel mondo? “New York. Non ci ho mai danzato, ma è bello sapere
che c’è un sogno lì, ad aspettarti.”
Rebecca sarà una delle insegnanti ospiti al Bobbio Summer Ballet Intensive 2025.
Un’occasione preziosa per studiare con chi mette al centro empatia, consapevolezza e libertà.
Se anche tu vuoi far parte di questa estate unica, le iscrizioni sono ancora aperte. Ti
aspettiamo.



- Rebecca Storani: ““La danza è disciplina, sì.Ma prima di tutto è empatia e libertà”
- Igor Bacovich: “Vi racconto come ho smesso di danzare per amore. E poi sono tornato, per davvero”
- “A Bobbio coltiviamo bellezza e disciplina “
- Come prepararsi fisicamente e mentalmente a un corso intensivo di danza
- Corso intensivo estivo di danza: 5 motivi per scegliere il Bobbio Summer Ballet



